Un pò di storia locale

Saponara un piccolo comune della provincia di Messina, sito a poca distanza dal capoluogo (solo 18 km utilizzando l’autostrada Messina Palermo; 28km attraverso la vecchia nazionale dei colli S. Rizzo; 40km percorrendo la provinciale “litoranea”). L’estensione comunale è di 26,02 km2, l’altimetria del territorio comunale va dal livello del mare, sino a giungere a metri 1128 di altezza con la vetta del Dinnamare, ed ha confine a nord col mar Tirreno, a sud col comune di Messina, a est col comune di Villafranca Tirrena e a ovest col torrente Saponara che divide il comune con quello di Rometta. Il nome Saponara è dovuto sin dal 300, secondo la tradizione, ha una pianta il quale nome è Saponaria, dal latino “sapo”, cioè “sapone” , essa conosciuta in circa 30 specie diverse è presente in forma spontanea in molte zone soleggiate e umide della nostra penisola. Le origini storiche di Saponara si hanno a partire dall’anno mille, come borgata del castello, i cui ruderi ancora oggi sopravvivono sul colle che domina il paese, essi sono tuttavia l’elemento locale più antico ancora oggi esistente. Saponara fu proprietà, intorno al 1350, del Conte Matteo Palizzi appartenente ad una casata potente del messinese cui diede il nome al feudo stesso. Successivamente passò al Conte messinese Enrico Rosso,successivamente a Filippo Marino, a Guglielmo Raimondo Montecateno e Nicolò Castagna. Il Castagna morì senza lasciare figli e il feudo passò alle famiglie: La Grua Ventimiglia e con il passar dei secoli, molte altre potenti e nobili famiglie siciliane stabilirono la loro residenza in questo territorio, sicuramente non privo di fascino e di bellezza. Il feudo per motivi giuridici venne ceduto alla famiglia Moncada Girolamo potente famiglia siciliana di origine spagnola (Periodo storico di Carlo V d’Asburgo). Nel periodo asburgico fra la metà del 500 e a metà del 600 Saponara conosce un periodo florido. Nel tardo 500 (1607) sorge la chiesa di S.Caterina, oggi dedicata alla Vergine Immacolata con il monastero dei minori conventuali e nasce il fastoso palazzo baronale. Risalgono inoltre alcune belle fontane pubbliche. Nel 1660 si impadronì del feudo Domenico Di Giovanni: il secondogenito di questi, Vincenzo di Giovanni, primo duca di Saponara, passando da baronia a ducato. Ottenne il titolo di Duca della terra di Saponara con privilegio dato a Madrid da Carlo V (1665-1700) il 2 ottobre 1684. Il nipote di costui, Vincenzo: accrebbe la gloria della nobilissima famiglia, poiché fu principe del Sacro Romano Impero, col titolo di altezza ed intimo consigliere dell’imperatore Carlo VI. Alla sua morte, avvenuta nel 1730, il paese passò in eredità alla primogenita Vittoria Di Giovanni Pagano nel 1733, la quale sposatasi con il principe Domenico Alliata Di Giovanni darà vita a una dinastia destinata a possedere il feudo sino all’abolizione dei privilegi feudali avvenuta con la costituzione Borbonica del 1812. Ancora oggi il titolo di “Duca di Guida Saponara” e quello di “principe di Villafranca” appartengono a questa illustre famiglia. Domenico Alliata morì a 62 anni nel novembre del 1774, la vedova Vittoria continuò a vivere a Saponara e Messina fino al 1783 anno del terribile terremoto che colpì Messina distruggendo il palazzo della principessa Vittoria. Decise di trasferirsi a Palermo dove morì nel 1788. Nel 1812 la costituzione borbonica abolì il feudalesimo in Sicilia. La sicilia venne divisa in sette Valli,nel 1824 Saponara divenne un comune con a capo un sindaco. Nel 1860, periodo dei mille Saponara nel plebiscito votò positivamente all’annessione del Regno d’Italia. Nel 1908 il terribile terremoto di Messina, colpì duramente anche Saponara (6 morti) Gravi danni alla Chiesa Madre, campanile, palazzo Alliata, chiesa di Gesù e Maria (Canonica), chiesa Immacolata e convento. 3 maggio 1929 Saponara entra a far parte del comune di Villafranca con disappunto della popolazione, tornerà comune autonomo nel 1953.

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